BIO CALIZZANO miele e marroni

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Giudizio
Ecologia (modalità di trasporto/km): 5/5
Remo non pratica il nomadismo con le api, ha 8 casette per ora e stanno stabili in un bellissimo posto, in campagna sperduto tra i monti, in cui si arriva a piedi, esattamente a Montalto Vecchia. Non le sposta mai, quindi non c’è inquinamento legato al nomadismo, l’unico spostamento è quando ritira il miele ad agosto e lo porta al laboratorio per la smielatura. Vive a 10 minuti di auto dalla api. Non ha mai dato antibiotici alle api, fa solamente uso di Api Life Var (a base di Timolo, Mentolo, Eucaliptolo, Canfora) e Acido Ossalico – come previsto dal biologico per scongiurare la varroa, nemico numero uno. Ha poi aggiunto che preferisce l’acido ossalico in quanto ha notato che Api Life Var rende più aggressive le api. Tutto il territorio intorno è intatto, niente case né fabbriche né antenne, niente. Lui fa biologico anche sui piccoli campi che stanno intorno alle api e il resto è bosco. Remo parla volentieri e mi spiega molte cose: il suo miele è diverso ogni anno, qui sta il suo bello e la sua genuinità, a seconda delle fioriture ogni anno nel miele è presente più un fiore piuttosto che un altro, ma a lui non importa, dice che così è più buono, quindi non controlla le api, le lascia libere di volare dove vogliono. Lui ama molto l’essenza della lavanda nel miele, così ha piantato lavanda e issopo nelle vicinanze. (l’anno scorso le piante sono state tutte mangiate dall’istrice ma ora si sta organizzando con una palizzata e le ripianterà). Parole sue: “Ho iniziato con le api perché da piccolo vedevo mio nonno e la sua passione…non si metteva neanche la maschera! Mi ha trasmesso questo amore, tutti giorni vengo qua a vederle, anche se non devo fare niente. Non ho iniziato per vendere ma solo con due casette per noi, poi diventa una sfida (i rischi col biologico sono tanti) e allora ho aumentato fino a 8casette. Alcuni sciami li ho presi dagli alveari sugli alberi qua intorno. Faccio biologico perché penso biologico e lo mangio, perciò non potrei fare diversamente. Questo miele è sano e non ha dentro nulla se non ciò che ci mettono le api, se volete venire a trovarmi vi faccio vedere e vi spiego quello che volete.” Questo miele lo potrei ritirare io dato che abita vicino a me, e lo porterei direttamente a Modena io, non ci sarebbero macchine in più che ce lo portano.
Ho incontrato Remo a Zocca, mi ha portata dalle api, a vedere le sue coltivazioni e poi a casa sua. Siamo stati insieme per tre ore. Dico la verità, Remo mi è piaciuto molto. L’ho trovato molto spontaneo, semplice e onesto. Remo fa il fornaio e tiene dietro al terreno, patate e marroni e api con sua moglie. Avranno 40 anni. Ama molto la natura e gli animali.
Qualità/Prezzo: 5/5
Chiaramente dice che il prezzo dipende dalla quantità ordinata, se ne prendiamo 15/20 kg dice che “fa il bravo”. La cosa interessante è che lui recupera i vasetti di vetro vuoti (solo il vetro, il coperchio solo se è veramente intatto). Il miele è così composto: c’è del tarassaco, erba medica, primule, occhi della madonna (quelli minuscoli azzurri che ci sono adesso), margherite, viole, acacia, nocciolo, castagno, lavanda, issopo e altro che le api trovano in giro, tutto in quantità variabili. Il miele dell’anno scorso che mi ha regalato è abbastanza scuro, fluido e ha un profumo eccezionale, il gusto è intenso ma non forte, ha dentro mille sapori. E’ dolce, c’è poco castagno a causa della siccità. Forse l’anno prossimo ci sarà anche aroma di menta e timo, che vuole piantare. Remo precisa che, se viene richiesto prima dell’invasatura (metà agosto) può riempire su ordinazione vasi da 250 gr. Mi sembra un buon prezzo per la qualità. Quello del vetro a rendere mi sembra encomiabile come procedura, lo fanno in pochissimi.
Solidale: 4/5.
Remo conosceva i gruppi d’acquisto, dice che sarebbe molto contento di servirci. Mi dice che lui compra solo dai produttori suoi amici delle vicinanze, dice che non entra mai in un grande supermercato perché gli fa venire mal di testa. Con sua moglie e suo cugino manda avanti una panetteria a Zocca. Abita in una casa al limitare della campagna, ha acquistato un rudere a Montecorone di Zocca e vorrebbe fare un bed and breakfast e piantare erbe aromatiche e distillarle. Ha un orto biologico dove coltiva per la sua famiglia.
Trasparenza: 5/5
Lui mi ha spiegato tutto per filo e per segno: come fa a smielare, che procedimento usa, quanto miele fa all’anno (2 quintali circa all’anno), come si comportano le api, dove le ha prese, come fa con le malattie e tanto altro. Ci teneva molto a dire che se vogliamo controllare le analisi della multiflora del suo miele non c’è problema, possiamo richiederle direttamente all’ufficio coldiretti di Vignola, sono depositate là. Le analisi e le carte che ha dimostrano anche la sua richiesta di certificazione Icea che è in arrivo. Il sito (vi consiglio una visita) è ben fatto e molto meticoloso nelle informazioni: ci sono molte foto del posto in cui tiene le api, delle casette, del marroneto e della vegetazione, c’è la foto del certificato Icea per patate e marroni. Parla del suo miele, delle procedure per ottenerlo e dà anche una idea generale di apicoltura. Ci sono i contatti, la possibilità di lasciare messaggi e danno anche la possibilità di acquistare on line. Remo ci teneva anche a far sapere che anche il procedimento di smielatura e invasamento si svolge nel modo più naturale. Con i mielari che a metà agosto ha tolto dalle casette si reca a Zocca, nel laboratorio autorizzato dall’usl di un suo amico, dove filtra il miele con delle garze di lino (per togliere residui di cera e zampette), lo centrifuga e poi lo invasa, ma senza alterare la normale consistenza del miele. Infatti spiega che, dato che la gente preferisce il miele fluido, di solito l’apicoltore che si ritrova il miele cristallino (a causa di una presenza maggiore di fiori che determinano la consistenza più dura) al momento dell’invasatura immette nel vaso un bastone caldo per sciogliere il miele, e poi chiude il vaso. In questo modo il miele si mantiene fluido più a lungo. Altri scaldano i vasi a bagno maria oppure dopo un po’ riaprono i vasi e lo rimescolano per rompere i cristalli. Lui non ci tiene, dice che deve venire com’è, e così se lo tiene, che se ti serve liquido per fare un dolce basta scaldarlo a bagno maria un minuto.
Remo dice che non ci tiene a vendere nei supermercati, nemmeno piccoli. Preferisce venderle il suo miele nel suo forno dove lavora e nei mercati di paese, dove può parlare con la gente e spiegare com’è fatto. Oppure vende ad amici, ha anche alcuni clienti intolleranti agli antibiotici in maniera grave che comprano da lui perché il suo miele non crea loro allergie. A Remo rimangono al momento una quarantina di kg di miele. Quando finiranno bisognerà aspettare la smielatura del prossimo agosto.

Valutazione di decrescita
Essenzialità prodotto: Il miele è sano, non trattato, si trova nelle vicinanze (a differenza dello zucchero), si può sostituire anche nella preparazione di dolci.
Ho sentito la necessità di trovare il miele perché noi lo usiamo molto, e anche Angela del gas ha espresso questa necessità. È chiaro che un ordine del genere si può fare non più di due o tre volte all’anno: in settembre appena dopo la smielatura, in gennaio e al limite in maggio (il produttore può arrivare a un certo punto sprovvisto di miele e bisognerebbe aspettare la smielatura seguente). Non è quindi da parte mia un grosso impegno.
Possibilità di autoproduzione: beh, la vedo dura….. A me appassiona molto l’argomento, ho preso un libro, io e gabry avremmo la mezza idea di provare con un’arnia ma è più complicato di quello che pensavo, e necessita anche di una certa somma per iniziare. Ci sono malattie come la varroa o la peste americana che non prevedono soluzioni per il biologico (a parte qualcosa per la varroa) e che se arrivano perdi tutto in un attimo. Un apicoltore bio perde in media dal 30% al 60% di api OGNI ANNO!
Se anche dovessimo iniziare noi non avremmo quantità sufficienti per tutti…
Possibilità di scambiarlo senza denaro: direi di no